La porta dell'altra
camera è socchiusa:
Giorgio fa capolino
in pigiama
e saluta la signora a letto.
Quando lei lo nota, finisce di agitare il campanello e lo posa sul comodino.
— Lì, dammi… — mugugna rauca,
indicando il comò.
L’uomo va verso il mobile: accanto a un grosso orologio da tavolo c'è la bottiglia d'acqua, con la quale riempie un bicchiere e glielo porge.
La stanza è in penombra, le tende tirate davanti a un'ampia porta-finestra.
Vicino all’armadio c'è la sedia a rotelle.
Sembrava una di quelle vecchie gatte perennemente di malumore: che portano un campanellino al collare ma hanno perso la voglia di giocare.
— Ho perso tutto eccetto i ricordi, — mormora Rosa, posando il bicchiere dopo aver bevuto.
— Io ne ho appena visto uno! — risponde Giorgio eccitato, spostando uno sgabello accanto al letto. L’anziana alza gli occhi su di lui per un istante, poi indirizza lo sguardo verso il chiarore sbavato proveniente dall’esterno.
— Aspettano che la vecchia tiri le cuoia.
L’uomo si siede e muove le gambe nervosamente.
— Signora Rosa, ha mai avuto una visione?
— Caro, non riesco più a leggerla, la Bibb…
La tosse le impedisce di terminare.
— Vuole che apra la finestra?
La vegliarda annuisce e punta il dito verso i tendaggi semiopachi.
Giorgio scosta le cortine, spalanca le grandi ante,
e rimane a contemplare
la terrazza nella luce pomeridiana:
una rara bouganville bianca
si inerpica per la parete
più assolata;
due ceste di vimini, agli angoli opposti,
traboccano di petunie;
timo e rosmarino sono coltivati in vasi rettangolari, appoggiati sui gradini di una scala da fienile.
Quarant'anni, ho vissuto nell’altrove dei libri. Se mai dovessi innamorarmi, pensai, sarà a causa di un sogno.
L’aria fresca diffonde
un bouquet di aromi estivi.
Giorgio, guardando in cielo, mormora tra sé:
— Si sta così bene…
— Come dici?
— C'è un bel caldo, si sta bene! — ripete l'uomo a voce alta, voltandosi verso di lei. Osserva la nonnina rannicchiata sotto due coperte: d'impulso afferra la sedia a rotelle e la spinge accanto al letto.
— Venga, andiamo al sole!
— Al sole? — lo guarda confusa, mentre lui scosta le coltri.
— Mi stringa forte. — Giorgio si fa abbracciare, la solleva e la accomoda sulla carrozzella, gira la sedia e la guida nel fascio di luce.
Avvertivo una sensazione di intimità, con quella vecchina: sembrava mia nonna, tornata per stare con me un'ultima volta.
L’anziana riprende a tossire. Giorgio solleva un foulard che trova ai piedi del letto e glielo avvolge al collo.
Poi si piega sulle ginocchia come se volesse confidare un segreto.
— E se gliela leggessi io? — suggerisce, mentre le scosta i capelli dalla fronte.
— Cosa dici, prego?
— Le leggo la Bibbia. Vuole?
Rosa lo guarda stupita. L’uomo va verso il comodino, apre il cassetto e torna a mani vuote.
— Dove la tiene?
— Nel primo cassetto.
— No, non… ah, ho capito. — Si avvicina al comò e apre un pesante scomparto pieno di medicine ben ordinate, svariati opuscoli religiosi e un tomo verde cipresso. Ma la vecchia signora tossisce di nuovo e Giorgio aggrotta la fronte.

Mi sentivo strano: questa nonna è fragile come un petalo, pensai...
E se il vento se la porta via?
Le posa in grembo il volume e ispeziona la stanza. Tornato davanti al mobile osserva, con le mani sui fianchi, il pezzo forte dell’arredamento: un pretenzioso orologio da tavolo laminato d'oro, protetto da una campana di vetro circolare.
Solleva la cupola trasparente e ci infila la testa dentro. Va davanti a Rosa indossando quella specie di casco.
— Come mi sta?
La voce di Giorgio rimbomba marziana. Rosa ride tra i colpi di tosse. L'uomo prova a collocarle la campana in testa: raggomitola la sciarpa in modo che il bordo non le dia fastidio alle spalle e si assicura che passi l’aria.
Rosa segue le operazioni con stupore infantile.
— Cosa stai facendo?
— Proteggo un fiore, — le risponde lui, mentre assicura blandamente l’oggetto con una bretella che sta sullo schienale.
Lo stratagemma sembra funzionare: Rosa ha smesso di tossire.
Giorgio prende la Bibbia in mano e la apre a caso; si schiarisce la voce e declama gli Atti 10,3: — Un giorno, verso le tre del pomeriggio, vide chiaramente un angelo di Dio scendere dal cielo e venirgli incontro.
Continua a leggere con trasporto. Quando alza gli occhi, la sua ascoltatrice, protetta dietro al vetro sottile, ha lo sguardo lontano.
Alla fine del capitolo, ha chiuso gli occhi e appoggiato la testa allo schienale.

Guardai Rosa sonnecchiare nella quiete domenicale; sembrava la mummia di una regina egizia esposta nella teca di un museo. Mi tornò alla mente l'apparizione insieme a una folata di pensieri disordinati: le dita della visione erano calde, il passo della Bibbia riguardava un angelo, gli angeli sono privi di sangue.
La canzoncina di una suoneria interruppe le mie riflessioni.