Strane
zza n.1

La brezza mosse l’anta della finestra.

Riaprii gli occhi

e vidi il petalo

sollevarsi in aria.

Stava per volare fuori,

quindi mi sporsi per afferrarlo.

Ma al suo posto strinsi dita calde:

la ragazza del sogno era di fronte a me.

Sospesa in aria.

Poi mi lasciò,

si allontanò
e scomparve.

Restai almeno un minuto a bocca aperta e con il braccio fuori fissando
i fiori d'acacia.

Ho avuto un'allucinazione, mormorai senza esserne convinto.
Tanti anni fa ebbi un'esperienza simile mentre pregavo in una cripta: l'icona dell'occhio di Dio sfavillò di luce laser facendomi piangere dalla paura al cospetto dell'Altissimo.

Questa volta, invece, rimasi stupefatto ma soprattutto incantato, perché avevo sentito il tepore delle sue dita.

Ritrassi la mano:

Nel palmo
avevo il petalo.

Allora mi voltai e guardai il libro, riflettendo sul fatto che lo avevo trovato schiacciato su una parola:

quella ragazza
si chiamava Bella?

Mi sporsi dalla finestra
e gridai il suo nome.

Il cinguettio degli uccelli si interruppe.

Dopo alcuni istanti ricominciò.

Avevo cominciato a elencare le spiegazioni possibili del fenomeno,

quando suonò un campanello.

Chiusi la finestra
e uscii dalla stanza.